Istituzioni e Prefazione

Prefazione

In Oriente molte pratiche spirituali individuano un percorso (in giapponese Do, cioè “via”) che, partendo dal corpo, conduce ad un’unità di corpo, mente e cuore attraverso una pratica lunga e rigorosa. Lo Zen e lo yoga sono probabilmente gli esempi più conosciuti e facilmente comprensibili; è invece meno immediato intuire che tale processo è presente anche tra alcune delle così dette arti marziali (termine inesatto, che non esiste in oriente, ma che utilizziamo ugualmente in considerazione della sua grande diffusione). Si stenta giustamente a credere che pratiche conosciute in Occidente principalmente come discipline sportive o metodi di difesa personale, possano essere dei percorsi educativi e spirituali.

E’ necessario, infatti, spostare l’attenzione dalla pratica sportiva, rivolta a formare uomini muscolosi e mossi solo da motivazioni egoiche, alla pratica educativa e spirituale, rivolta alla formazione dell’uomo e del suo inserimento nella vita sociale.

Per ottenere questo risultato non è sufficiente il rigore della pratica (elemento in ogni modo indispensabile), ma è necessario percorrere una via sotto la guida di un Maestro. Infatti, dal momento in cui la corretta pratica può cambiare l’essere umano, è necessario che questo cambiamento sia guidato da una persona che abbia già percorso questa strada. L’incontro con un Maestro può cambiare la vita, perlomeno lascia la sensazione che una rivoluzione all’interno dell’essere umano è davvero possibile.

All’inizio del 1900 alcune delle tradizionali arti marziali giapponesi hanno subito una trasformazione da tecniche (jitsu) di combattimento, ritenute ormai inutili, a “do”, vale a dire “via”, percorso educativo e spirituale.

Judo, Aikido, Kendo e Karate sono accomunate da questa evoluzione, anche se grandi rimangono le diversità tra le discipline, dovute alle differenti personalità dei Maestri che hanno guidato questa trasformazione.

Mentre il Judo nasce come disciplina educativa, una proposta pratica delle teorie di Jigoro Kano, pedagogista e intellettuale giapponese, il Kendo si sviluppa dall’esigenza di alcuni samurai (cavalieri del “medioevo” giapponese) di diffondere anche tra la popolazione civile le loro tecniche e la loro arte.

Un’evoluzione certamente differente è stata quella dell’Aikido di Morihei Ueshiba e del Karate di Ghichin Funakoshi, legati alle rigide tradizioni militari con l’intento di mantenere integri i principi originali delle Arti Marziali

Molte sono quindi le proposte che giungono dall’Oriente, riteniamo importante verificare se, e in quale modo, possono essere utili e applicabili anche nel nostro attuale contesto sociale. E’ interessante notare che, sempre all’inizio del secolo scorso, in Occidente nascono e si diffondono le grandi teorie che considerano l’uomo come un’unica entità corpo-mente (oggi tutti conoscono la psicomotricità).

Con la pubblicazione degli atti del convegno “Arti da Maestro” e gli allegati di approfondimento, s’intende stimolare un confronto tra maestri di discipline orientali, docenti universitari ed esponenti del mondo della scuola. Siamo infatti convinti che non tutti debbano praticare Arti Marziali, Yoga o Zen, ma queste discipline possono servire come esempio a cui ci si poterebbe ispirare per contaminare, tra gli altri, il mondo dello sport (spesso impegnato solo a “fare medaglie”) o quello della scuola (sempre più rivolto alla formazione di tecnici).

Un ringraziamento particolare è rivolto a tutti coloro che hanno reso possibile la realizzazione del convegno e la stesura di questi atti, dimostrando, nei fatti, di aver compreso il principio espresso dal prof. Kano nell’aforisma: “Tutti insieme per crescere e progredire con il migliore impiego delle energie”.

Guido Marchiani – Selene Centro Studi

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Per una forza interiore

Ripensando a “Percorsi di Pace”, mi rendo conto come si possa fare, molto, con poco. Di come, in fondo, anche nell’ambito dell’attività amministrativa, il tema vero sia la responsabilità che portiamo verso ciò di cui siamo chiamati ad occuparci. Verso l’angolo di mondo che ci interpella e, più da vicino, ci riguarda.

Il convegno “Arti da Maestro”, ne è un esempio. L’impegno del Quartiere Savena. La collaborazione del “Selene Centro Studi”, del “Melograno” e del “Centro di promozione della convivenza civica attraverso il metodo della non violenza”. Alcune figure appassionate, provenienti sia dagli studi sia dalle discipline sportive.

Un’occasione per ricordare il valore educativo delle arti marziali. Solo apparentemente “offensive”, in realtà orientate a formare una persona consapevole delle proprie possibilità e dei propri limiti. Una persona più salda in se stessa.

La forza non è nel corpo, ma nello spirito. Non nei muscoli, ma nell’equilibrio delle motivazioni interiori.

Di qui il richiamo al rispetto dell’altro e, quindi, alla cultura dell’integrazione e della convivenza.

La pace non può essere solo un auspicio. Anch’essa, come tutte le piccole cose che soprattutto contano, merita d’essere coltivata nella sensibilità di ciascuno di noi.

Marco Macciantelli

Assessore Cultura e Sport della Provincia di Bologna

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Una proposta per lo sport

Ancora una volta la nostra città è in prima fila nell’organizzazione di avvenimenti culturali e sportivi legati al mondo della corporeità, del benessere fisico, mentale.

“Tutti insieme per crescere e progredire con il migliore impiego delle energie” sono brevi parole ma estremamente significative di scelte comportamentali basate sulla volontà di riconoscere nell’altro la propria immagine. L’introduzione a temi universali legati alla pace, alla tolleranza, alla disponibilità del dialogo, del confronto, rappresentano momenti carichi di enorme valore morale. La sintesi di tante discipline, tutte tese al raggiungimento dell’integrazione corpo -mente- cuore segna un punto di partenza per tutto il movimento sportivo che pur praticando gestualità diverse hanno un obiettivo comune.

Sono lieto dell’ottimo lavoro realizzato in occasione del convegno” Arti da Maestro”, e del successo che questa iniziativa ha avuto.

Paolo Foschini

Assessore allo Sport del Comune di Bologna

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
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